Aumentano le bolle, la benzina e il prezzo del grano. Gli effetti collaterali della guerra sono altrettanto devastanti e c’è chi inizia a porre rimedio facendosi prendere dalla psicosi della spesa. Oltre l’allarmismo creato dalla guerra ci si mettono anche le bufale e le fake news e così in un paesino del Nord della Sardegna si scatena il panico.
Come riporta Today, mercoledì sui cellulari dei cittadini giravano, di gruppo in gruppo Whatsapp, ben due audio. In un primo si parla di uno sciopero degli autotrasportatori dalla durata di 15 giorni in un secondo invece di corsa dei supermercati a bene per fronteggiare l’emergenza. Insomma l’effetto subito si concretizza.
Guerra in Ucraina: pasta e pane costano di più, perché?
La psicosi scatta e file di persone accalcano i punti vendita di Sassari. Fanno scorte di beni di prima necessità e c’è chi fa il pieno di carburante. Insomma scene che nemmeno in pandemia. Ma cosa c’è di vero? Secondo la Coldiretti il grano oggi in Itali viene pagato 30,8 centesimi al chilo, il 31% in più rispetto ai 23,5 centesimi dell’anno scorso. Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia – ha dichiarato, come riporta Quotidiano Nazionale: “Se questa condizione si protrae, si rischia di arrivare a un ulteriore rincaro. Più alto sulla pasta, tra 10 e 20%; più contenuto sul pane, tra il 5% e il 10%”.
Se però Russia e Ucraina contribuiscono al 30% di fabbisogno di grano, discorso diverso è per l’olio di girasole che di fanno mancherà. Questo tipo di olio infatti è importante all’80% dai due paesi in guerra.