Sarà ricordata domani all’ospedale Cardarelli di Napoli Ornella Pinto, la 40enne napoletana brutalmente uccisa ieri dal suo ex compagno e padre del suo bambino in quel momento presente in casa. Gli operatori sanitari, la Direzione, il Centro antiviolenza Dafne del Cardarelli e la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, si danno appuntamento domani, lunedì 15 marzo, alle 12.30 alla panchina rossa dell’ospedale “per testimoniare la volontà di proseguire nella lotta contro la violenza sulle donne e ricordare Ornella Pinto”. L’incontro avverrà nel pieno rispetto delle condizioni di sicurezza anti Covid.
Un mazzo di fiori, un paio di scarpe rosse, ma soprattutto ancora una volta l’invito a tutte le donne a denunciare o contattare le associazioni per attivare una protezione sociale nei loro confronti. E’ questo il messaggio mandato oggi dall’associazione Forti Guerriere che insieme al presidente della III Municipalita’, Ivo Poggiani, e al parroco Don Enzo Marzocchi sono andate sotto casa di Ornella Pinto, la donna massacrata con 12 coltellate dall’ex compagno, Pinotto Iacomino, due giorni fa a Napoli.
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“E’ stata una iniziativa nata d’istinto – spiega Poggiani – con alcune delle ‘Forti Guerriere’ per non creare assembramenti, e il parroco. Un po’ di cittadini quando ci hanno visto si sono aggregati. La settimana scorsa abbiamo commemorato Fortuna e ora di nuovo siamo qui, sapendo che non bastera’ qualche manifestazione per evitare questi episodi ma che e’ importante ricordare alle donne che non sono sole. Se hanno paura di andare dalle forze dell’ordine perche’ magari non vogliono si sappia in famiglia o temono vendette dall’uomo, ci sono le associazioni, i parroci, i centri antiviolenza che avviano una prima protezione.
Le ‘forti guerriere’ hanno ribadito che nessuna si salva da sola, ma loro ci sono, come anche le forze dell’ordine”. Nel Rione Sanita’ domenica scorsa era stata infatti ricordata Fortuna Belisario, donna uccisa nel 2019 dal marito che dopo due anni di detenzione e’ stato mandato ai domiciliari. Il nuovo omicidio conferma i dati che danno un aumento di violenza domestica contro le donne nei lungi periodi di chiusura forzata in casa: “I dati parlano chiaro – spiega Poggiani – ma ne abbiamo conferma giorno per giorno parlando con le donne, con i parroci, e’ un tema molto forte”.